Dimenticate Google Maps: qui il GPS impazzisce, il segnale si perde e, onestamente, è la cosa migliore che vi possa capitare. I Caruggi (i vicoli) di Genova non sono solo strade, sono un organismo vivente. Il centro storico di Genova, patrimonio UNESCO, è uno dei più estesi d'Europa medievale e rappresenta il vero cuore pulsante — e talvolta oscuro — della città.
1. Contrasti violenti e Meraviglie UNESCO
La bellezza dei Caruggi sta nei loro contrasti spiazzanti. I vicoli sono stretti, talvolta così stretti che i tetti dei palazzi dirimpettai sembrano toccarsi, lasciando filtrare solo una lama di cielo azzurro ("un tacco di cielo", come dicono qui). Camminando in penombra, potreste trovarvi improvvisamente in Via Garibaldi (la Strada Nuova), abbagliati dalla magnificenza dei Palazzi dei Rolli. Queste dimore storiche, un tempo usate per ospitare re, papi e imperatori, sono un trionfo di affreschi, marmi e giardini segreti nascosti dietro portoni anonimi. Girate l'angolo, però, e sarete di nuovo in una piazzetta popolare, con i panni stesi alle finestre, le signore che chiacchierano in dialetto e i bambini che giocano a pallone.
2. Il profumo della storia: Sciamadde e Botteghe
Non limitatevi a guardare, usate l'olfatto. I Caruggi sono famosi per lo "street food" che qui esiste da secoli. Seguite il profumo della legna bruciata e troverete le Sciamadde (letteralmente "fiammate"), le antiche friggitorie con i forni a legna sempre accesi. Qui è obbligatorio assaggiare la farinata (una torta salata sottilissima di ceci, croccante fuori e morbida dentro) o le torte di verdure. Cercate anche le Botteghe Storiche: negozi tutelati che conservano arredi e merci di cent'anni fa. Entrate nell'Antica Polleria Aresu (amata da Fabrizio De André), nelle tripperie dove il tempo si è fermato al 1900, o nelle drogherie che vendono spezie in barattoli di vetro antichi.

3. La "Città Vecchia" di De André
Per gli amanti della musica, i Caruggi sono un luogo di culto. Passare per Via del Campo non è solo turismo, è un pellegrinaggio. Qui troverete il museo dedicato alla "Scuola Genovese" dei cantautori e potrete vedere la famosa chitarra "Esteve" di Fabrizio De André. Questa zona, un tempo malfamata e oggi riqualificata, conserva ancora quell'anima ribelle e poetica che ha ispirato alcune delle canzoni più belle della musica italiana.
4. Occhi in alto: Edicole Votive e Sorprese
Il segreto per visitare il centro storico è alzare lo sguardo. Agli angoli dei palazzi vedrete centinaia di Edicole Votive: statuette della Madonna e dei Santi, spesso bellissime opere d'arte. Un tempo servivano non solo per devozione, ma come unica illuminazione pubblica ("i lumini") per proteggere i viandanti nella notte dai malintenzionati. E infine, preparatevi alla sorpresa della Cattedrale di San Lorenzo. La sua facciata bianconera in stile gotico genovese spunta all'improvviso tra i vicoli stretti, in uno slargo che sembra aprirsi a fatica tra le case. I leoni di pietra all'ingresso (uno triste e uno allegro, cercateli!) vi aspettano per raccontarvi un'altra storia di questa città infinita.





